| Il Volumismo o Sovradimensionalismo è una corrente artistica e di pensiero basata sulle idee di Herman Normoid che pone l'Essere Umano al centro dell’ universo artistico. Normoid, pur riconoscendo all'artista valore propositivo, nega che sia il vero protagonista del processo artistico, assegnando questo ruolo all’osservatore esterno che, attraverso un processo di trasformazione visionaria e sovradimensionale, legge l’arte, dandole un valore derivato da un’elaborazione intima. Ciò vale a dire che l’opera d’arte non è fissa ed immobile, ma cangiante e sfaccettata grazie alla rielaborazione della mente umana.
I “volumi” secondo Normoid sono la traduzione nel mondo fisico delle visioni sovradimensionali. L’artista ne fa uso per esprimere le sue emozioni. I volumi, generando nell’osservatore delle sensazioni vengono poi trasformati intimamente generando nuove visioni.
Libere da regole, le menti trasformano le idee progredendo e, generandone di nuove, permettendo l’evoluzione dell’Essere Umano.
Secondo Normoid, la fisicità delle opere d’arte ha una parte marginale nel processo artistico, che si manifesta quasi totalmente nel cervello umano: i sensi potrebbero anche non esistere e ugualmente la mente umana sarebbe capace di produrre arte.
In una visione totalmente sovradimensionalista, si potrebbe dire che le opere d’arte diventano inutili perché sostituite dalla trasmissione diretta da mente a mente delle idee o delle visioni.
Non essendo questa una possibilità che si possa prendere in considerazione, Normoid propone l’arte come suggerimento, ed è forse per questo che può essere considerato artista “segnico” che spinge il suo informalismo fino al tentativo di esprimere con masse di colori puri le sue visioni (cfr. Loretta Eller, Chi si nasconde dietro Herman Normoid, Il Corriere di Roma, 30 giugno 2007 pag 4).
STEFANO LIBERATI
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